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Archivio mensile:maggio 2012

Verso Nettuno

Verso Nettuno

Ieri Essex ha percorso in 4 ore e mezza il tragitto Fiumicino Nettuno, 27 miglia.

Veleggiata in armonia, con la brezza giusta al traverso e niente motore se non per uscire da Fiumara, dove si trovava prima di essere trasferita. Si è anche perso un po’ di tempo per ritardare l’arrivo e godersi un po’ la giornata di sole. Facendo un rapido calcolo, dunque, Essex ha viaggiato ad una media di almeno 6 nodi, con il vento che non ha mai superato i 10 nodi.

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Pubblicato da su 31 maggio 2012 in Lavori

 

Essex: una barca che viene da lontano e chissà dove arriverà… (part II)

Essex: una barca che viene da lontano e chissà dove arriverà… (part II)

Quando la vide la prima volta Essex era… un pollaio, in un giardino. Lui passava la’ davanti tutti i giorni andando a lavoro, e tanto ne parlò alla moglie che lei decise di regalargliela…  Una volta recuperata la barca-pollaio, con un po’ di doti manuali la rimise a posto e cominciò un periodo di veleggiate di autoapprendimento su Essex, con moglie e figlio piccolo. Il tutto durò per qualche anno, finché la barca non diventò troppo piccola per tre, ed Essex fu venduta e usata dal nuovo proprietario per regatare, base Nettuno. Una decina d’anni fa, poi, il suo primo proprietario passeggiava per il porto di Nettuno: un albero nero spuntava da una banchina… era un albero familiare. Quando si avvicinò fu stupito nel vedere la sua Essex ormeggiata la’ in stato di semi-abbandono. Si informò e venne a sapere che il proprietario era purtroppo morto, e la barca era rimasta abbandonata. Decise allora di ricomprarla, coinvolgendo qualche amico, per poterla rimettere a posto e vederla navigare ancora. Essex fu trasportata fino alla spiaggia del Lago Albano (Castel Gandolfo) dove, messa su invaso presso il Circolo Vela Castel Gandolfo, fu sottoposta a nuova ristrutturazione: vennero smontate le draglie che ne rovinavano l’estetica, fu dipinta di blu, fu montato un nuovo impianto elettrico, ogni suo piccolo pezzo venne revisionato, carteggiato, ridipinto, oliato, coccolato e infine fu dotata di uno stupendo ponte in teak. Così splendente fu riportata a Nettuno, e finalmente riprese il mare con un equipaggio di amici, magari anche troppi, ma tutti entusiasti. Finché un giorno la dispettosa decise che, essendoci troppo sole, si poteva prendere un po’ d’ombra sotto al molo….

To be continued…

 
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Pubblicato da su 29 maggio 2012 in Racconti

 

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Uno strallo di prua da rinforzare – lavori 2011

Uno strallo di prua da rinforzare – lavori 2011

L’estate 2010 si era conclusa con tranquillità, senza problemi e con gran soddisfazione dopo i lavori di ristrutturazione durati tutto l’inverno e primavera 2009/10, tra cui la sostituzione del sartiame.

Proprio grazie a questa operazione, ci rendemmo conto che lo strallo di prua si teneva solamente sulla coperta della barca, cosa che con un vento leggermente più sostenuto o volendo issare (chissà, magari quest’estate…) uno spinnaker, poteva risultare pericolosa. Come fare a capire se la barca era stata proprio progettata così?

Scrivemmo alla gentilissima Wendy, attuale presidente della Shields National Class Association USA, nonché proprietaria del Cape Cod Shipbuilding, unico cantiere che ancora produce gli Shields. Ci inviò subito un disegno corredato da sua spiegazione di come lo strallo viene montato: “all’interno della prua, sotto il ponte, lo strallo ha un rinforzo con una barra di metallo (stroppo a U con cavallotto) che lo collega ad uno speciale pezzo di vetroresina connesso alla chiglia.”

Cercando un pezzo di vetroresina che servisse allo scopo, ci rendemmo conto che non c’era più, e che era rimasto solamente il cavallotto che pendeva nel vuoto sotto al ponte…come risolvere il problema?  Con una contropiastra in acciaio imbullonata all’esterno del dritto di prua! Ecco dunque cosa abbiamo fatto: proseguendo il segmento dello strallo fino al dritto di prua abbiamo individuato il punto dove fare trapanare (la’ davanti c’è il pozzetto dell’ancora, quindi nessun problema….). Cospargendo di stucco un foglio di giornale e attaccandolo con del nastro di carta supra al buco, abbiamo ottenuto un calco della piastra di acciaio da fare. Portato il calco ad un fabbro, dopo una settimana avevamo la nostra piastra. Con un bel po’ di sikaflex abbiamo incollato la piastra sulla prua, poi con un golfare abbastanza lungo abbiamo imbullonato il cavallotto alla piastra, ed ecco il risultato:

Sicuro ed efficace! E nemmeno tanto brutto…

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2012 in Lavori

 

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Uscite aperte 2012

Uscite aperte 2012

Da quest’anno i soci del CVCG potranno usufruire di lezioni e uscite su Essex nell’ambito del corso di preparazione alla patente nautica. E’ possibile anche richiedere uscite su appuntamento.

Per info http://www.velacastelgandolfo.it (pagina Corsi) oppure velacastelgandolfo@gmail.com

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Attività

 

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Maggio 2012: pronti a scendere in acqua

Maggio 2012: pronti a scendere in acqua

Anche quest’anno abbiamo terminato i lavori di trucco e parrucco…

  •  Dopo aver smontato il passo d’uomo di prua, col suo telaio sgretolato, abbiamo recuperato il vetro e provveduto ad incollarlo direttamente in coperta
  • Abbiamo dato una mano di vernice nuova al pozzetto, che purtroppo ogni anno si ingiallisce
  • Passato l’impregnante sulle parti color mogano
  • Stuccato con C-system 1010 CFS + microsfere alcune imperfezioni della carena e graffi causati da qualche sprovveduto alla nostra prua
  • Ridipinto i graffi sull’opera morta
  • Dato antivegetativa Brignola, mescolando blu e azzurro per ottenere ‘il punto di blu’ desiderato
  • Saldato la slitta del motore
  • Applicato finalmente il NOME!!!!
  • E trucco dei trucchi, passato olio di vaselina su tutta l’opera morta, per tenere pulito dal calcare e luccicante il ‘bluessex’ (almeno per un po’…)

Ora, dopo aver recuperato la barra, rotta sempre da qualche sprovveduto, ci resta soltanto da riadattarla e rimontarla, pulire e rimontare le vele,  pulire e oliare il teak……

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Lavori

 

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Essex: una barca che viene da lontano, e chissà dove arriverà….

Essex: una barca che viene da lontano, e chissà dove arriverà….

Tutti ci scambiano per un Dragone, ma noi siamo uno Shields One Design. Siamo una vecchia barca con una strana storia. Il progetto degli Shields fu disegnato su ordinazione del magnate Americano Cornelius Shields, appassionato regatante, da Sparkman&Stephens, nel 1964, è un one-design day-sailer, chiglia lunga che pesca 1.90 e pesa 1300Kg su un totale di 2080, generosa superficie velica, senza motore, in vetroresina (www.shieldsclass.com). Fino ad oggi sono state prodotte 261 barche, dal Cape Cod Shipbuilding (www.capecodshipbuilding.com) che continua a produrle, e per una decina d’anni dalla Chris Craft & Hinkley. Purtroppo la placca con il numero di scafo di Essex è andata persa, quindi le nostre faticose ricerche ci hanno permesso soltanto di restringere agli anni dal ’68 al ’70 come possibile data di nascita della piccola. Essex ha subìto negli anni molteplici modifiche, ed è arrivata agli ultimi proprietari con una cabina che non ne migliora la bellezza (ma c’è in programma, prima ho poi, di ricostruirla per darle una forma più elegante) ma ne aumenta l’usabilità, consentendo di dormirci. Com’è arrivata in Italia questa barca i cui bordi sono così bassi sull’acqua che si vedono solo le vele sorgere dal mare? Il primo proprietario (che ne è ancora in possesso), che la comprò più di 25 anni fa, racconta che fu scambiata per una macchina d’epoca, e trasportata qui dagli USA via nave…..

To be continued…..

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Racconti

 

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