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Archivi categoria: Lavori

Che classe!

E anche l’estate 2014 è iniziata.

L’inverno è trascorso con un po’ meno lavori del solito. Quest’anno ci siamo concentrati sul comfort:

1. La cuscineria

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Dalla gommapiuma….

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La cuscineria nuova

2) L’impianto elettrico con led che cambiano colore (nella foto si intravedono in alto a sinistra, la fila al momento del rosso)

Il nuovo pannello

Il nuovo pannello e i led

….e niente, ormai è una barca decisamente di classe.

Ma quello che non tutti sanno, è che è veramente di classe quando si naviga, e non importa la cuscineria, non importa che ci siano i led, non importa che sia lucida e pittata di fresco.

Basta fare un bordo di bolina col vento leggero.

 

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Pubblicato da su 23 giugno 2014 in Lavori

 

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Restyling 2013 – part II

Ci siamo quasi!

Quando l’ho vista navigare sulle ruote del (tra l’altro divertentissimo) carrello-gru telecomandato, mi veniva da piangere: è rinata, è stupenda, e ancora dev’essere riverniciata! A voi i commenti

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2013 in Lavori

 

Restyling 2013

Il lungo silenzio non vuol dire che niente accada… siamo stati impegnati nell’attività di restyling!!

Dopo lunghe riflessioni abbiamo deciso che Essex meritava di essere rinnovata anche nell’aspetto, per darle un tocco un po’ più di classe, essendo appunto una barca dalle linee classiche… ecco alcune foto in anteprima

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2013 in Lavori

 

Essex

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E’ ora di rifare la barra…. (part II)

Una volta ottenuta la sagoma, abbiamo iniziato, con il frullino con un disco di carta vetrata grossa, a carteggiare per ottenere una forma meno grezza. Poi, con carta vetrata a grana un po’ più fine e a mano, abbiamo dato gli ultimi ritocchi, fino ad ottenere una bella barra:

Adesso non ci resta che portarla in barca, incassarla e provare se abbiamo preso bene le misure, fare tre bei buchi col trapano a misura, e poi riportarla a casa e rifinirla con un sacco di coppale!

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2012 in Lavori

 

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E’ ora di rifare la barra….

Dopo anni di onorato servizio, la nostra barra del timone ha avuto diciamo un…. incidente…. provocato dall’incuria umana: qualcuno (nessuno di noi proprietari &/o appassionati) ha messo (ops!) un piede sulla barra del timone, spezzandola.

Questo è avvenuto intorno al mese di novembre 2011.

Per riuscire a goderci la bella stagione, abbiamo recuperato il pezzo della barra rimasto integro, e l’abbiamo riadattato per consentirci di navigare, mettendo una fascetta di metallo come rinforzo intorno alla parte spezzata.

E’ però tempo di una barra nuova di zecca!!

Abbiamo comprato una bella tavola di Iroko spessa 5 cm, larga 10, e lunga 85 (5cm meno della vecchia barra) e, dopo un po’ di tentennamenti (e se provassimo a piegare il legno in immersione? e se fosse meglio multistrato?) abbiamo deciso di iniziare a lavorarla nel modo più semplice, cioè sagomando dl pezzo unico.

Ecco qui la tavola di Iroko: dopo aver disegnato grossolanamente la sagoma (vista laterale) abbiamo iniziato a segare con il seghetto alternativo.

Il risultato ottenuto è questo:

Successivamente con il frullino (o smerigliatrice che dir si voglia) con carta vetrata a grana media, abbiamo iniziato a rifinirne la forma……
(Continua…..)

 

 

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2012 in Lavori

 

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…ma quanto fondo c’è…?

Domenica stupenda, l’ideale per un giro con Essex, brezza leggerissima da WNW, tutti che smotorazzano e noi che andiamo a randa e fiocco spiegati grazie al nostro peso contenuto, mare piatto, direzione Torre Astura. Arriva però l’ora di pranzo prima della mèta e, visto il languorino, si decide di fermarci prima, accanto ad altre barche a vela ancorate a largo delle spiagge del litorale.
Prua al vento, tiriamo giù la randa, la velocità cala sensibilmente, ci avviciniamo a terra ed ecco la domanda: …ma quanto fondo c’è??
Approfittando della cortesia che è solita tra velisti, con un urlaccio chiediamo alla barca ancorata ad una trentina di metri: rispondono due ragazzini sparando un: “boh, tipo du’ metri”.
Ok faremo con l’occhiometro anche stavolta… Prua al vento, giù l’ancora, fila un po’, abbassa il fiocco, a posto. E la giornata prosegue con primo bagno della stagione, pranzo, riposino. Si riparte a metà pomeriggio, con la brezza che ha rinforzato e girato per NW trasformandosi in un maestrale perfetto per il rientro, per divertirsi un po’ a vela e provare qualche manovra, direzione Nettuno.
L’entrata del porto sembra il parcheggio di un supermercato di sabato pomeriggio: gente che entra, gente che esce, gente che si ferma ai transiti, gente che va a fare la fila per il carburante…. dovendo fermarci anche noi ai transiti per poi proseguire per Anzio, ci tocca fare una manovra con testacoda a retro tra 5 barche. Scappiamo dal “parcheggio” e a motore in 15 minuti siamo ad Anzio, dove ci accolgono i vecchi amici di Essex, il figlio dell’ex proprietario.

La domanda sollevata dalla giornata resta: quanto fondo c’è? Si pensava, per risolvere il dubbio ovunque siamo e anche in assenza di velisti su altre barche cui chiedere, al montaggio di un Ecoscandaglio su Essex. Ho cominciato a navigare -stavolta sul web- per trovare soluzioni possibili, ed ho scoperto che il trasduttore dei vari fishfinder usati dai pescatori, che solitamente è esterno (più economico) e viene montato tramite un’asta che si fissa sulla poppa solitamente verticale delle barche da pesca può essere montato, con il solo svantaggio di perdere qualche metro di segnale (invece che arrivare a 120 mt di profondità arriveremo a 90), all’interno della barca, se c’è una superficie di vetroresina direttamente a contatto con l’acqua su cui siliconare il trasduttore, che andrà poi rinchiuso in una scatolina fatta ad hoc e immerso in olio di vaselina.

Ci proviamo?

 

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