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Navigando ad Anzio-Nettuno

Navigando ad Anzio-Nettuno

Una delle poche domeniche estive con tempo buono, ci siamo incontrati al largo della baia di Anzio-Nettuno con Akira, la barca moderna del babbo di Essex. C’eravamo accordati per riuscire, finalmente, a fare un po’ di belle foto in navigazione: ecco il risultato!

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Pubblicato da su 25 agosto 2014 in Navigazioni

 

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Estate 2013 – finalmente al Circeo! 1/2

Come ogni anno si parte da Anzio per Torre Astura, il motore viene acceso per circa 15 secondi per uscire dall’ormeggio in boa e poi spento a beneficio delle orecchie e dello spirito. Il sole splende, siamo in 6 e una cagnolina, riforniti di borsa frigo con ghiaccio e bevande, pranzo abbondante e sfizi vari. C’è un venticello gradevole da WSW che appena sfiora i 10 nodi, niente onda, Essex scivola tranquilla. A Torre Astura decidiamo di avvicinarci il più possibile avendo un materassino, utile per scendere a terra. Dopo pranzo tre di noi, più la cagnolina, decidono di andare a riva col materassino e mentre nuotano verso la spiaggia trovano anche un passaggio da un Hobie cat curioso che era venuto a sbirciare Essex. Tempo per loro di tornare a bordo e, arrivati intorno ad Essex si accorgono che i più alti toccano! Con la bassa marea il fondo è sceso talmente che rischiamo di arenarci…. decidiamo dunque di tornare verso Anzio.

torreastura

La ciurma si riduce a 5 pirati, dotati anche di tendina igloo a un posto e mezzo, da poter posizionare in pozzetto per ospitarne 2 per la notte. Incredibile… ma perfetto! Manca solamente qualche cuscino morbido in più, e dovremmo ricordarci di chiudere gli oblò al tramonto, per evitare che l’umidità notturna entri in cuccetta prima di noi…… 

Dopo una piacevole serata, si va a letto tranquilli in vista della giornata successiva. (…..continua)

 
 

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Essex

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Foto e storie vecchie e nuove

Dopo un anno ecco che spuntano nuove foto della 100 Vele 2011… Essex in regata, equipaggio completamente femminile. Senza affannarci ci siamo tenute fuori dalla mischia (come la prendono sul serio questi regatanti!!) in partenza, anche perché tutti avevano degli spinnaker colorati tranne noi (sì, sono io che non ho voluto portarlo..) quindi era piuttosto inutile rischiare in mezzo ad 80 barche che manovravano in uno specchio d’acqua ristretto.

E’ andata bene, è stato divertente svuotare la cambusa preparata ad hoc, competere con un Comet e offrire una birra al suo equipaggio alla virata di boa, ed ascoltare le comunicazioni della barca giuria (“abbiamo quasi finito vero?” “….sì, manca la barca quasi d’epoca e altre 3 o 4” e ancora, tagliata la linea d’arrivo “equipaggio femminile, equipaggio femminile…. ci dite che numero identificativo avete?”)

Anno nuovo, Essex sempre più in forma. Ora ha anche il suo nome scritto a prua, e ce ne andiamo a zonzo tra Anzio, Nettuno e Torre Astura. Abbiamo fatto qualche bel bagno e un paio di weekend, addirittura dormendoci in 5, un paio di belle feste serali di cui una con bagno notturno.

Per fortuna l’estate è ancora lunga……

 
 

…ma quanto fondo c’è…?

Domenica stupenda, l’ideale per un giro con Essex, brezza leggerissima da WNW, tutti che smotorazzano e noi che andiamo a randa e fiocco spiegati grazie al nostro peso contenuto, mare piatto, direzione Torre Astura. Arriva però l’ora di pranzo prima della mèta e, visto il languorino, si decide di fermarci prima, accanto ad altre barche a vela ancorate a largo delle spiagge del litorale.
Prua al vento, tiriamo giù la randa, la velocità cala sensibilmente, ci avviciniamo a terra ed ecco la domanda: …ma quanto fondo c’è??
Approfittando della cortesia che è solita tra velisti, con un urlaccio chiediamo alla barca ancorata ad una trentina di metri: rispondono due ragazzini sparando un: “boh, tipo du’ metri”.
Ok faremo con l’occhiometro anche stavolta… Prua al vento, giù l’ancora, fila un po’, abbassa il fiocco, a posto. E la giornata prosegue con primo bagno della stagione, pranzo, riposino. Si riparte a metà pomeriggio, con la brezza che ha rinforzato e girato per NW trasformandosi in un maestrale perfetto per il rientro, per divertirsi un po’ a vela e provare qualche manovra, direzione Nettuno.
L’entrata del porto sembra il parcheggio di un supermercato di sabato pomeriggio: gente che entra, gente che esce, gente che si ferma ai transiti, gente che va a fare la fila per il carburante…. dovendo fermarci anche noi ai transiti per poi proseguire per Anzio, ci tocca fare una manovra con testacoda a retro tra 5 barche. Scappiamo dal “parcheggio” e a motore in 15 minuti siamo ad Anzio, dove ci accolgono i vecchi amici di Essex, il figlio dell’ex proprietario.

La domanda sollevata dalla giornata resta: quanto fondo c’è? Si pensava, per risolvere il dubbio ovunque siamo e anche in assenza di velisti su altre barche cui chiedere, al montaggio di un Ecoscandaglio su Essex. Ho cominciato a navigare -stavolta sul web- per trovare soluzioni possibili, ed ho scoperto che il trasduttore dei vari fishfinder usati dai pescatori, che solitamente è esterno (più economico) e viene montato tramite un’asta che si fissa sulla poppa solitamente verticale delle barche da pesca può essere montato, con il solo svantaggio di perdere qualche metro di segnale (invece che arrivare a 120 mt di profondità arriveremo a 90), all’interno della barca, se c’è una superficie di vetroresina direttamente a contatto con l’acqua su cui siliconare il trasduttore, che andrà poi rinchiuso in una scatolina fatta ad hoc e immerso in olio di vaselina.

Ci proviamo?

 

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Verso Nettuno

Verso Nettuno

Ieri Essex ha percorso in 4 ore e mezza il tragitto Fiumicino Nettuno, 27 miglia.

Veleggiata in armonia, con la brezza giusta al traverso e niente motore se non per uscire da Fiumara, dove si trovava prima di essere trasferita. Si è anche perso un po’ di tempo per ritardare l’arrivo e godersi un po’ la giornata di sole. Facendo un rapido calcolo, dunque, Essex ha viaggiato ad una media di almeno 6 nodi, con il vento che non ha mai superato i 10 nodi.

 
 

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