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Archivi tag: Essex

Finalmente al Circeo! 2/2

Ormeggiamo in transito al Porto di Nettuno e trascorriamo una nottata comoda, nonostante il russare del comandante (!).
Colazione abbondante, scorta di ghiaccio per il nostro zaino-frigo, e via verso Torre Astura per fare un bel bagno. Intorno alle 11.00 si mollano gli ormeggi, il mare è tranquillo, la brezza perfetta da ovest ci accompagna ed è talmente bello veleggiare che decidiamo di proseguire verso il Circeo.
Pranzetto a bordo in navigazione, Essex ha tutte le dotazioni che servono, compresa una bella scorta di vino ghiacciato e ben due cavatappi (non si sa mai!).
Intorno alle 16.30 iniziamo a costeggiare il lato sud dello splendido monte, osservando costa, grotticelle e bagnanti, e scegliamo una caletta dove dar fondo all’ancora e fare un bel bagno rinfrescante.
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Vista l’ora ci viene voglia di un aperitivo e ci dirigiamo verso il porticciolo, con l’ingresso ben segnalato da un corridoio di boe. Accendiamo il VHF e chiediamo se c’è posto: ci accolgono con sguardi un po’ divertiti e un po’ ammirati, complimentandosi addirittura con noi per la manovra di attracco al molo. Ci offrono anche una passerella in prestito!
Decidiamo per la solita doccia ‘al tubo’ sul pontile, mettiamo un po’ in ordine, mettiamo i cuscini ad asciugare al sole e quando siamo tutti pronti andiamo a comprare i materassini gonfiabili per rendere più confortevole il sonno e a berci l’agognato aperitivo.
Di ritorno in barca ci raggiunge uno degli ormeggiatori e ci informa che uno dei cuscini che avevamo steso navigava allegramente nel porto, diretto a Terracina! Fortunatamente ce l’hanno recuperato e restituito, sbadatissimi noi!
La sera ceniamo e ce ne torniamo a nanna montando la tendina in pozzetto, ma stavolta con i materassini.
La domenica mattina ci svegliamo un po’ per volta. Quando siamo tutti pronti a ripartire per tornare indietro si sono già fatte le 11.00. Decidiamo di dirigere verso Torre Astura per fare una sosta-bagno, ma il vento gira deciso a NO e ce lo troviamo di prua ed Essex di bolina va una meraviglia. Immagine
Dopo un’ora circa di navigazione c’è un po’ d’onda in più e il vento aumenta un po’, con raffiche di circa 15 nodi: Essex sbanda e prosegue nella sua andatura preferita, e decidiamo di prendere una mano di terzaroli, visto che il vento ha ulteriormente rinforzato. Effettuata la manovra si sbanda meno, si naviga benissimo fino a che…. strrrrrap!! la vecchia randa si apre appena sopra i matafioni, strappo orizzontale lungo un metro e mezzo! Sventiamo di corsa la randa e prendiamo la seconda mano di terzaroli per evitare che lo strappo si allarghi. Cerchiamo di accendere il motore per dirigere su Torre Astura, ma il marrano si rifiuta. Il vento arriva proprio di fronte, e dobbiamo bordeggiare per tornare verso nord, quindi decidiamo che è tardi per la sosta a Torre Astura e proseguiamo direttamente verso Anzio.
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Diamo una pulita al motore, mentre navighiamo, e arrivati vicino al porto riproviamo ad accenderlo: funziona!
Il rientro procede senza problemi, Essex riposa alla sua boa, allontanandoci con la barchetta del nostro ‘Caronte’ che ci riporta sulla terra ferma mi sembra quasi di vederla sorridere.

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Pubblicato da su 13 settembre 2013 in Senza categoria

 

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Restyling 2013 – III

Finalmente in acqua!
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Dopo un intero inverno di progetti, lavori, ricerca di parti, visite in cantiere, eccola di nuovo galleggiare felice.
Una bella veleggiata Fiumicino – Nettuno con vento leggero da WNW e mare quasi calmo e siamo di nuovo al porto di Nettuno, dove ci accolgono con un sacco di complimenti.
Pronti per nuove avventure?
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Essex: una barca che viene da lontano, e chissà dove arriverà….

Essex: una barca che viene da lontano, e chissà dove arriverà….

Tutti ci scambiano per un Dragone, ma noi siamo uno Shields One Design. Siamo una vecchia barca con una strana storia. Il progetto degli Shields fu disegnato su ordinazione del magnate Americano Cornelius Shields, appassionato regatante, da Sparkman&Stephens, nel 1964, è un one-design day-sailer, chiglia lunga che pesca 1.90 e pesa 1300Kg su un totale di 2080, generosa superficie velica, senza motore, in vetroresina (www.shieldsclass.com). Fino ad oggi sono state prodotte 261 barche, dal Cape Cod Shipbuilding (www.capecodshipbuilding.com) che continua a produrle, e per una decina d’anni dalla Chris Craft & Hinkley. Purtroppo la placca con il numero di scafo di Essex è andata persa, quindi le nostre faticose ricerche ci hanno permesso soltanto di restringere agli anni dal ’68 al ’70 come possibile data di nascita della piccola. Essex ha subìto negli anni molteplici modifiche, ed è arrivata agli ultimi proprietari con una cabina che non ne migliora la bellezza (ma c’è in programma, prima ho poi, di ricostruirla per darle una forma più elegante) ma ne aumenta l’usabilità, consentendo di dormirci. Com’è arrivata in Italia questa barca i cui bordi sono così bassi sull’acqua che si vedono solo le vele sorgere dal mare? Il primo proprietario (che ne è ancora in possesso), che la comprò più di 25 anni fa, racconta che fu scambiata per una macchina d’epoca, e trasportata qui dagli USA via nave…..

To be continued…..

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Racconti

 

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